Giornata Mondiale della Gioventù

Questo tempo, che ci trova impegnati nella conclusione dell’anno, è anche un tempo per la pianificazione delle proposte estive. L’estate del 2008 è caratterizzata da un grande evento ecclesiale, la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù.

Sappiamo che la partecipazione alle GMG è sempre stata un evento portante della PG delle nostre ispettorie, ma la distanza, il costo e il periodo (durante le attività oratoriane dei Grest) limitano moltissimo la partecipazione dei nostri adolescenti e giovani all’esperienza di Sidney.

Pertanto invitiamo tutte le comunità ad inserire anche nel calendario estivo questa esperienza che l’ambito di pastorale (FMA ed SDB) con la consulta regionale del Movimento Giovanile Salesiano ha pensato, per far vivere a tutti i nostri adolescenti e giovani una forte esperienza ecclesiale e gli stessi eventi che caratterizzano la GMG. Tale esperienza  prepara anche alla proposta dell’anno prossimo (III anno dell’Agorà dei giovani).

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Prega Maria Ausiliatrice per la Cina

Carissimi Pastori e fedeli tutti, il giorno 24 maggio è dedicato alla memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani, la quale è venerata con tanta devozione nel santuario mariano di Sheshan a Shanghai [...].

Desidero che quella data sia per voi una giornata di preghiera per la Chiesa in Cina. Vi esorto a celebrarla rinnovando la vostra comunione di fede in Gesù Nostro Signore e di fedeltà al Papa, pregando affinché l'unità tra di voi sia sempre più profonda e visibile. [...]

Nella medesima Giornata i cattolici nel mondo intero — in particolare quelli che sono di origine cinese — mostreranno la loro fraterna solidarietà e sollecitudine per voi, chiedendo al Signore della storia il dono della perseveranza nella testimonianza. [...]”. 

 PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE 
Vergine santa, Ausiliatrice,
Madre di Cristo, Patrona e Avvocata della Cina,
intercedi per la Chiesa, per il Popolo e la Gioventù Cinese
alla tua cura materna affidati.
Infondi in tutti
il desiderio di conoscere il disegno di amore del Padre,
il coraggio di accogliere il Vangelo di Cristo,
la volontà  di crescere nello Spirito Santo.
Allontana dai tuoi figli ogni tipo di male.
Difendili dai pericoli del materialismo
e dell’indifferenza religiosa.
Suscita tra di essi vocazioni sante, 
fedeli al servizio del Regno di Dio.
Anche a noi, che attendiamo con fiducia
i miracoli previsti dal nostro padre Don Bosco,
dona la stessa sua fede,
la sua passione  e la sua sete per le anime;
rendici fedeli al nostro carisma
e all’opzione  in favore della gioventù  povera e abbandonata.
Dacci il coraggio di sognare,
audacia nell’intraprendere,
saggezza nell’agire con amore,
perseveranza nel donarci totalmente alla missione,
e una purezza di vita che rispecchi la tua.
Tu, che a Cana affrettasti il tempo del tuo Figlio,
esercita con premura la tua materna intercessione
ed affretta per il tuo popolo l’aprirsi di nuovi orizzonti
di libertà, di pace e d’ascolto del tuo Figlio.

Concludo assicurandovi un ricordo speciale nella Solennità di Maria Ausiliatrice, nella sua Basilica, a Valdocco. Lei continui ad esserci madre e maestra, come lo fu per Don Bosco.

Roma, 11 maggio 2008

Don Pascual Chávez Villanueva
Rettor Maggiore


Tu sei prezioso ai miei occhi

Confermato Don P. Chavez Rettor Maggiore dei Salesiani

(ANS – Roma) – Questa mattina, 24 amrzo, i membri del Capitolo Generale 26 hanno confermato, al primo scrutinio, Don Pascual Chávez Villanueva come Rettor Maggiore dei Salesiani per il sessennio 2008-2014.

Nel suo primo sessennio Don Chávez ha sentito forte il bisogno di portare il carisma salesiano a livelli spirituali sempre più autentici e l’impegno salesiano sulle frontiere più bisognose della attuale società e cultura. Molto apprezzate le sue Lettere Circolari nelle quali, alternate a quelle di presentazione delle regioni in cui è suddivisa la Congregazione, ha offerto percorsi di riflessione e di approfondimento sui temi della santità, Parola di Dio e Vita Religiosa.


Documenti correlati

RMG – Don Bregolin confermato Vicario del Rettor Maggiore RMG – CG26: Accolgo di nuovo l’espressione della volontà di Dio .


Centenario Madre Morano

Le celebrazioni conclusive del centenario di Madre Morano, alle quali prenderà parte anche Madre Antonia Colombo,  sono previste nei giorni dal 26 al 30 marzo prossimi. Per il 26 è prevista l’inaugurazione della Mostra Fotografica e una tavola rotonda dal tema “Dall’eredità di Maddalena Morano alle nuove sfide educative in Sicilia”con interventi di suor Grazia Lo Parco, Le sfide e le opere educative di Maddalena Morano in Sicilia, Santo di Nuovo, Le emergenze educative oggi in Sicilia, suor Giuseppina Barbanti, Orientamenti e scelte socio-educative oggi. La tavola rotonda sarà arricchita da testimonianze dal mondo dell’immigrazione e del volontariato e sull’emergenza donna e sarà trasmessa in diretta dalla web radio dell’ispettoria siciliana Madre Morano (ISI)  Radio for you (www.radioforyou.pcn.net). Il 29 marzo è prevista una veglia di preghiera presso il Santuario Maria SS.ma dell’Aiuto di Catania, il 30 invece ci sarà la festa della Famiglia salesiana della Sicilia, con il Trasferimento della reliquia della Beata Maddalena Morano dal Santuario Maria SS. dell’Aiuto alla Cattedrale e la solenne celebrazione eucaristica Presiededuta da  S. E. Mons. Salvatore Gristina,  Arcivescovo della Diocesi di Catania più lo scoprimento di una targa ricordo nel cortile Madre Morano presso la Casa Ispettoriale fma.

CIAO CHIARA!

ROMA - Chiara Lubich, la fondatrice del Moviemnto dei Focolari, ha concluso a 88 anni il suo viaggio terreno il 14 marzo 2008.



C’era una volta una donna. Cattolica. Laica.

C’era una volta una donna che amò Cristo al punto da dedicargli l’intera esistenza.

C’era una volta una donna che riuscì a vedere Lui in chiunque gli stesse davanti.

C’era una volta una donna che credeva nell’unità vera e nella forza mistica del dolore.

C’era una volta una donna che scelse di non avere figli, ma generò un popolo.

C’era una volta una donna, cattolica, laica, che seppe abbracciare monache e monaci buddisti e comunità musulmane e comunità ebraiche.

C’era una volta una donna che ebbe un sogno e riuscì a realizzarlo.

Quel sogno vive. E lei vive in lui.

Ciao, Chiara.


Il sogno dei nove anni (dalla Strenna 2008)

AUGURI DON CHAVEZ!

(ANS – Roma) – Il mondo salesiano si stringe attorno a Don Pascual Chávez, Rettor Maggiore dei Salesiani, nel giorno del suo 60esimo compleanno.

“Innalzo la mia lode al Signore per i tre grandi doni con cui mi ha arricchito: la Vita, la Fede, la Vocazione Salesiana. – ha dichiarato Don Chávez - Da parte mia non ho altro desiderio se non quello di rispondere alla bontà del Signore consegnandomi totalmente a Lui nel servizio a coloro che mi ha affidato: la Congregazione, la Famiglia Salesiana e i Giovani”.

L’avvenimento sarà celebrato con semplicità presso la Generalizia in via della Pisana dove alle 12.00 Don Chávez presiederà l’Eucaristia. Saranno presenti, oltre i confratelli della comunità, anche Madre Antonia Colombo, Superiora delle FMA, e i confratelli della comunità salesiana del Vaticano e delle Ispettorie vicine.


«Questa è la volontà di Dio,
la vostra santificazione».
OMELIA DEL RETTOR MAGGIORE A LORETO PER I GIOVANI DEL MGS ITALIA

Carissimi giovani,
ci siamo recati alla Casa di Maria, la Casa della Madre di Gesù e madre nostra, dove tutto traspira un profondo senso del mistero di quanto qui è accaduto: l’Incarnazione del Figlio di Dio. Lo facciamo con un atteggiamento di gratitudine a Dio perchè ha voluto condividere fino in fondo la nostra natura e condizione umana in Gesù, perché ha fatto della sua carne umana sacramento di rivelazione dell’Amore di Dio nel suo corpo spezzato per noi e nel suo sangue versato per i nostri peccati e per la redenzione del Mondo. Gratitudine a Maria perché ha ascoltato a Dio e ha accolto con la mente, con il cuore e con il suo grembo la Parola di Dio, e perché ci ha accettati come figli suoi.
Qui, a casa sua, nella sua scuola, vogliamo appunto imparare a vivere nell’ascolto di Dio, saldamente incentrati su di Lui per una piena conformazione al Suo Figlio, facendo nostri il suo programma di santità e felicità nelle beatitudini e anche il suo cammino della croce per raggiungere la pienezza di vita.
La parola di Dio che abbiamo appena sentita ci parla della nostra vocazione alla santità e della forma di raggiungerla, vale a dire, la carità attenta, vigile ed operativa. E’ la Parola con cui Dio ci parla, oggi e qui, e non poteva essere più attuale.
Infatti, nella prima lettura, presa della 1ª Lettera ai Tessalonicesi, dopo aver ricordato il passato, ringraziando Dio per tutto quanto ha voluto operare nella comunità, ora Paolo guarda al futuro, ricorrendo soprattutto al linguaggio dell’esortazione.
La ‘santificazione’ di cui si parla in que­sto brano è precisamente il processo che ha come risultato finale la  ‘santificazione’ vera e propria. Ci troviamo cioè nella definizione di un’attività ancora in pieno svolgimento, in cui concor­rono da un lato l’impegno e la libera adesione del cre­dente e, dall’altro, l’opera dello Spirito Santo che inter­viene come plasmando la creatura a immagine di Dio. Tutto ciò avviene nel «corpo» dell’uomo, è iscritto nella sua carne, parla il linguaggio che gli appartiene sin dal­la creazione.
Il santo, dunque, non è uno che vive fuori dalla realtà terrena, in una dimensione immateriale. Piuttosto egli prende su di sé, giorno per giorno, la volontà di Dio, fa­cendo aderire ad essa tutta la propria vita. Il tema della ‘fornicazione’riguarda tutto ciò che ha a che fare con le pas­sioni carnali in campo sessuale; si tratta perciò di qual­cosa di molto concreto su cui il cristiano è chiamato a fare una scelta che va controcorrente, secondo la menta­lità del tempo, e a custodire il corpo come un dono rice­vuto da Dio, preparandolo sin d’ora a ricevere in pienez­za lo Spirito Santo nella vita eterna.
Anche la parabola raccontata da Gesù nel Vangelo di Matteo si svolge attorno al tema della vigilanza, com’è confermato dal richiamo finale: «Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora». Essa, tuttavia, nel suo procedimento narrativo, contiene delle particolarità che la rendono unica.
Anzitutto lo scenario nuziale: la festa per eccellenza, nell’Oriente antico, è quella che si celebra in occasione delle nozze, quando ogni cosa deve concorrere a comuni­care il linguaggio della gioia e della vita. Il banchetto, le luci, gli abiti, la musica, le danze e, non ultimo, il corteo nuziale che accompagna lo sposo lungo la strada: tutto è a servizio degli sposi, per il loro onore. Sappiamo dal vangelo che la mancanza di vino (cfr. l’episodio delle nozze di Cana: Gv 2,1ss.) poteva rappresentare un gra­ve motivo di vergogna e di biasimo per la famiglia appe­na costituita, come a dire che essa non era in grado di occupare il posto assegnatole nella comunità.
Normalmente, poteva accadere che lo sposo tardasse anche di molto. Per come vanno le cose in queste occa­sioni in Oriente non è possibile prevedere con certezza un tempo per la venuta, perciò era giustificabile l’asso­pirsi dopo ore e ore di attesa sulla strada, ma il fuoco delle lampade doveva essere tenuto acceso per andare incontro allo sposo in qualunque momento la sua pre­senza fosse segnalata. Soltanto le fanciulle previdenti saranno pronte al momento opportuno, mentre le altre, vedendo languire la luce delle loro lampade, non po­tranno far altro che andare alla ricerca di nuovo olio, in un ultimo disperato tentativo... ma inutilmente!
Giunge lo sposo, si forma il corteo, entra al banchetto, la porta si chiude. Il pianto delle uniche escluse ottiene come risposta un «Non vi conosco», espressione che sottolinea la distanza, l’interruzione dei rapporti, la non comunione tra esse e lo sposo. Il messaggio è chiaro, a niente serve nemmeno la verginità come segno di donazione totale se non esiste l’amore.
Quello che viene messo in gioco in una cerimonia nu­ziale è in qualche modo l’equilibrio di una intera società, la società tradizionale, con la sua divisione e il ri­spetto di ruoli assegnati da sempre. Ecco perché le fan­ciulle del corteo nuziale che ebbero dimenticato l’olio di scorta per le lanterne sono dette «stolte»: hanno dimen­ticato la posta in gioco, hanno disprezzato il senso della attesa e dello stare insieme!
Anche per il cristiano è forte il rischio di perdere di vista la meta, lo scopo del cammino: la ricerca affannosa del successo, le cose da possedere, passioni da soddisfa­re, tutto ciò che attrae la «nostra carne» ci distrae e ci induce in un sonno profondo dell’anima. Abbiamo di­menticato che la vita è attesa, che dobbiamo vegliare sulle nostre lampade, perché la posta in gioco è la nostra santificazione, la sal­vezza definitiva. Dimenticarlo significa disprezzare Dio stesso (cfr. 1 Ts 4,8).
Con lo spirito siamo chiamati a individuare la meta: Gesù. Con la mente siamo chiamati a prevedere il necessario per l’atte­sa, ovvero l’olio ardente dell’amore. Con il corpo siamo chiamati ad attua­re nel presente la vigilanza, nella rinuncia a gesti, paro­le, immagini che ci fanno dimenticare chi siamo, dove stiamo andando. La santità è vivere il momento presen­te come se fosse l’ultimo, l’attimo in cui lo sposo arri­verà. E’ andargli incontro, in una corsa che dura tutta la vita.
Ecco la santità cui siamo chiamati! Ecco la missione affidata ai giovani da Giovanni Paolo II d’essere i santi del nuovo millennio! Ecco quanto siamo chiamati a dare come contributo il più prezioso a questa Italia e a questa Europa.
Preghiamo Maria, ci ottenga la grazia di saper essere pronti per il Signore, come fanciul­le che aspettano di partecipare alla festa della loro vita. Nessuno di noi vuole mancare all’appuntamento.
Maria, madre e maestra nostra, insegnaci ad essere vigilanti, all’ascolto dello Sposo che viene, a sperare e ad attenderlo, con le lampade accese e i vasi pieni di olio.
Don Pascual Chávez Villanueva, SDB
Loreto – Agorà del MGS Italia 2007

Don Chavez, Rettor Maggiore dei Salesiani, a colloquio con i giovani all'Agorà del MGS Italia

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