Festa Giovani con il Rettor Maggiore

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Grandioso appuntamento per tutti i giovani del MGS Sicilia! Giorno 29 novembre 2009 avremo la gioia di incontrare il successore di don Bosco, don Pascual Chavez, che verrà in Sicilia in occasione della Festa Giovani.L'appuntamento per tutti è al PalaCatania, già alle 9 del mattino, dove ci raduneremo da ogni parte della Sicilia per approfondire il tema della giornata: "Un sogno che continua con Te". A conclusione del 150° anniversario della fondazione della Congregazione Salesiana, noi, figli di un sogno, vogliamo festeggiare con il nostro padre nel carisma; avremo con noi il Rettor Maggiore per tutta la giornata, dal mattino, alla S. Messa, alla conclusione insieme. Al mattino, dopo un momento festoso di accoglienza e il lancio del tema, ascolteremo il messaggio del Rettor Maggiore; dopo la S. Messa insieme avremo il pranzo e un momento di fraternità; nel pomeriggio, stand per ogni esigenza: formativi (adorazione, confessioni, vocazionale, animazione missionaria - VIS, coppie di fidanzati, dipendenze, balli MGS), ricreativi (karaoke, balli di gruppo, clowneria, tornei sportivi).
Questa festa sarà preparata per tutti da un'équipe di giovani animatori che daranno anima e corpo nella gestione della giornata, nell'allestimento degli ambienti, nell'animazione; il tutto con spirito di servizio e sacrificio, perché per ciascuno dei partecipanti sia una giornata da ricordare.
Vi aspettiamo numerosissimi per vivere insieme questa giornata di gioia e festa!

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I Salesiani celebrano i 150 anni dalla fondazione

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I Salesiani, celrabo quest'anno i 150 della loro fondazione.
Nata ufficialmente il 18 dicembre 1859 a Torino, la Congregazione salesiana è oggi presente in 129 Nazioni con 16.092 salesiani (10.669 sacerdoti, 2.025 coadiutori, 2.765 seminaristi, 515 novizi, 118 Vescovi, dei quali 5 Cardinali).
L'anniversario ricorda il raduno avvenuto il 18 dicembre 1859 nella camera di Don Bosco, presso l'Oratorio di San Francesco di Sales a Valdocco, dove 18 giovani, secondo quanto riportato nello storico verbale, decisero "di erigersi in Società o Congregazione che, avendo di mira il vicendevole aiuto per la santificazione propria, si proponessero di promuovere la gloria di Dio e la salute delle anime, specialmente delle più bisognose di istruzione e di educazione".
Il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Pascual Chávez Villanueva, nella lettera di indizione del 150°, indirizzata a tutti i Salesiani del mondo, ha definito il 2009 "un anno di grazia" che deve aiutare i figli di Don Bosco a ricordare le proprie origini e le mete alle quali sono chiamati.
L'"anno di grazia" sarà caratterizzato anche dal pellegrinaggio dell'urna contenente una reliquia di Don Bosco che percorrerà le diverse Nazioni in cui sono presenti i Salesiani. L'itinerario avrà inizio nel mese di luglio di quest'anno a cominciare dal Cile e si concluderà nel 2015, anno in cui si celebra il bicentenario della nascita di Don Bosco.

Ciao Don Antonio

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(ANS – Roma) – Il Rettor Maggiore e il suo Consiglio annunciano con tristezza la morte di don Antonio Domenech Corominas, già Consigliere per la Pastorale Giovanile, avvenuta alle 6.30 di questa mattina (GMT+1) presso la casa salesiana di Martí Codolar, Barcellona, dove don Antonio si trovava dallo scorso mese di febbraio. “Un giorno di tristezza per la scomparsa di don Antonio, ma è anche un giorno di gioia perché, come diceva Don Bosco ‘quando un salesiano muore lavorando per le anime la congregazione ha riportato un grande trionfo’. Don Antonio si è prodigato fino al suo ultimo giorno per la missione salesiana con la testimonianza, l’azione, e negli ultimi giorni con la sua preghiera”, ha precisato Don Chávez.

Sabato 18 luglio, appresa la delicata situazione di salute in cui don Domenech si trovava, Don Pascual Chávez e don Adriano Bregolin si sono recati appositamente a Barcellona e, dopo aver salutato i parenti, hanno celebrato l’Eucaristia nella sua stanza. Don Domenech ha partecipato alle preghiere con un filo di voce. Al termine il Rettor Maggiore ha impartito la benedizione di Maria Ausiliatrice.

Parlando con i parenti e i salesiani presenti, Don Chávez, visibilmente commosso,  ha esaltato in don Domenech le sue qualità umane, come la dedizione al lavoro e l’austerità della vita, quelle cristiane e quelle salesiane, espresse con una profonda  fedeltà alla Congregazione.

Nell’estate 2005, al termine dei lavori del Consiglio generale, in seguito ad un malore e agli accertamenti medici, fu diagnosticato a don Domenech una grave malattia. Operato a metà agosto, don Domenech, ha continuato a dedicarsi alla sua missione nonostante il progredire della malattia e l’alternarsi di momenti di serenità e di altri di sofferenza.

I funerali saranno celebrati domani, 21 luglio, a Barcellona-Sarria. Il Rettor Maggiore e il Consiglio Generale saranno rappresentanti da don Fabio Attard, successore di don Domenech nella guida del Dicastero per la Pastorale Giovanile, don José Miguel Núñez Moreno, Consigliere per l’Europa Ovest, e don Pier fausto Frisoli, Consigliere per l’Italia e il Medio Oriente.

Sul sito sdb.org, nella sezione Agorà, è stata aperta una pagina dove far pervenire i messaggi di cordoglio.

Appuntamenti MGS Luglio/Agosto 2009

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15/21 Luglio Gambarie CampoPGS Under 14 e Under 1625 luglio/2 agosto Gambarie CampoPGS alleducatori tecnici

16 luglio/2 agosto Cammarata campo lavoro (giovani)

22 luglio/7 agosto Librino campo lavoro (giovani)

29 luglio/12 agosto Santa Chiara campo lavoro (giovani)

31 luglio/3 agosto Esercizi Spirituali Cooperatori Salesiani

9 agosto Pedara MGS: Buon compleanno "papà"(giovani e veterani)

9/13 agosto Acireale San Benedetto, MGS: campo Biblico (giovani) iscrizioni entro 2 agosto

25/28 Agosto San Gregorio/Acireale MGS Campo Animatori (adolescenti), iscrizioni entro 25 luglio

3/9 settembre Torino Pellegrinaggio MGS (giovani e adoelscenti) iscrizioni entro 20 luglio 

(fonte MGS Sicilia)
 

Carità e Verità sono la base dello sviluppo dei popoli»

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Carità e Verità sono i "due termini che hanno segnato il magistero in questi anni di pontificato" e non è quindi un caso che la prima enciclica sociale di Benedetto XVI (la terza del suo pontificato) sia intitolata "Caritatis in veritate".
E' quanto ha sottolineato il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio GIustizia e Pace, presentando questa mattina alla stampa il testo dell'enciclica "sullo sviluppo umano integrale nella carità e nella verità". Martino ha anche sottolineato la continuità con la Populorum Progressio di Paolo VI di cui originalmente avrebbe dovuto essere la commemorazione a 40 anni dalla pubblicazione. La redazione della "Caritas in veritate" ha richiesto più tempo del previsto e non ha potuto dunque essere pubblicata nel 2007, ma la nuova enciclica si presenta comunque come un approfondimento e allargamento della Populorum Progressio.

Il cardinal Martino giustifica la nuova enciclica con i profondi cambiamenti avvenuti nel mondo dopo l'ultima encilica sociale di Giovanni Paolo II, la "Centesimus Annus", di 20 anni fa.

Quanto alle novità dell'enciclica, esse sono state sottolineate da mons. Giampaolo Crepaldi, segretario uscente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace e arcivescovo eletto di Trieste, secondo cui il punto di vista sintetico assunto dall'enciclica è che "il ricevere precede il fare". Vale a dire che "bisogna convertirsi a vedere l'economia e il lavoro, la famiglia e la comunità, la legge naturale posta in noi ed il creato posto davanti a noi e per noi come una chiamata - la parola 'vocazione' ricorre spesso nell'enciclica - ad una assunzione solidale di responsabilità per il bene comune". Per questo il più grande aiuto che la Chiesa può dare allo sviluppo è l'annuncio di Cristo".

Altra novità fondamentale è che "i due fondamentali diritti alla vita e alla libertà religiosa trovano per la prima volta una esplicita e corposa collocazione in una enciclica sociale", ha detto Crepaldi, che ha poi aggiunto: "Nella Caritas in veritate la cosiddetta questione antropologica diventa a pieno tiolo questione sociale. La procreazione e la sessualità, l'aborto e l'eutanasia, le manipolazioni dell'identità umana e la selezione eugenetica sono valutati come problemi sociali di primaria importanza che, se gestiti secondo una logica di pura produzione, deturpano la sensibilità sociale, minano il senso della legge, corrodono la famiglia e rendono difficile l'accoglienza del debole".

L'altro tema nuovo dell'enciclica, ha proseguito Crepaldi, "è l'ampia trattazione del problema della tecnica", che costituisce "la più grande sfida al principio della precedenza del ricevere sul fare". 

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Messaggio del Rettor Maggiore ai giovani per Don Bosco

Carissimi giovani,

ho partecipato, l’estate scorsa, alla Giornata Mondiale della Gioventù in Australia. Era bello vedere tanti giovani provenienti da ogni parte del mondo, malgrado le distanze e le spese, appartenenti a gruppi diocesani, a gruppi animati da istituti religiosi o dai movimenti.

Il mio pensiero è corso spontaneamente alla grande avventura che aveva avuto inizio con  Gesù di Nazareth. Dalle rive dell’oceano pensavo alle rive di un lago in un paese minuscolo e sconosciuto. Quelle rive racchiudevano il piccolo mondo di un gruppo di pescatori che conoscevano solo le acque del lago con le sue improvvise tempeste e i suoi lunghi e misteriosi silenzi, e che proprio sulle rive di quel lago incontrarono Gesù.

Affascinati da quell’uomo, lo seguiranno, lo ascolteranno, spesso non lo capiranno. Dubiteranno di lui fino all’ultimo e lo tradiranno. Alla fine, però, tutti si riconoscono nell’appassionata professione di fede di Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna!» (Gv 6,69). Si erano lasciati catturare dal suo amore totale e gratuito. Un amore più grande e più vero di ogni loro debolezza, di ogni loro tradimento. Così, quel piccolo seme è germogliato, è diventato un popolo grande che copre la faccia della terra: la Chiesa.

Ho avuto la gioia di incontrare anche i giovani del Movimento Giovanile Salesiano. Davanti a quelle migliaia di giovani entusiasti venne alla mia mente il ricordo del piccolo gruppo di giovani che in quella fredda sera del 18 dicembre 1859 si ritrovarono nella camera di Don Bosco per fare la scelta più importante della loro vita: restare con Don Bosco, donandosi totalmente al Signore. Così, in un modo semplice e dimesso, 150 anni fa, fu gettato un seme. Rivedo il giovane Cagliero che, una settimana prima di quella decisione, va su e giù per il cortile, incerto, confuso, pensando una cosa e poi pensandone un’altra, sino ad uscire con la frase: «Frate o non frate, io rimango con Don Bosco!». Rimase con Don Bosco, portando quel piccolo seme sino agli estremi confini della Patagonia. Una storia più grande di lui, più grande di quei giovani poveri ma generosi. Da quel piccolo seme nacquero i Salesiani, le Figlie di Maria Ausiliatrice, i Salesiani Cooperatori.

Una storia che è giunta fino a noi perché quel seme è diventato un grande albero: la Famiglia Salesiana.

Si, è vero, erano giovani poveri, limitati nella loro esperienza umana e culturale. Ma, in Don Bosco, essi avevano incontrato Gesù Cristo che li lanciò in una missione umanamente impossibile, una folle avventura: «Mi sarete testimoni fino ai confini della terra» (At 1,8). Anche a voi, giovani di questo inizio del terzo millennio, Gesù affida la missione che duemila anni fa consegnò ai suoi discepoli: «Ti mando ad annunciare il mio vangelo fino ai confini della terra. Vai con quell’amore e quella passione apostolica ed educativa che ha spinto Don Bosco a preferire sempre i giovani, i poveri, i popoli non ancora evangelizzati».

Non abbiate paura! Gesù Risorto vi assicura la forza, il dinamismo e la gioia che vengono dallo Spirito Santo. Con la forza dello Spirito la Chiesa compie la sua missione, rende presente Gesù oggi; lo stesso Spirito, che ha suscitato e formato Don Bosco, ha reso quel seme un albero bello e grande. Per continuare questa missione rivolgo a voi, cari giovani, il pressante invito a collaborare con il vostro entusiasmo e dinamismo giovanile a fare della Famiglia Salesiana un grande Movimento, vasto come il mondo, per la salvezza dei giovani.

Non siete solo i destinatari della missione salesiana, ma con la freschezza della vostra giovinezza siete il cuore pulsante di questo grande Movimento. Allora vi chiederete: «Ma che cosa dobbiamo fare, come possiamo rispondere alla missione che Gesù ci affida e come muoverci, concretamente,  per evangelizzare ed educare i nostri compagni?».

    Io sono certo che se saprete trovare spazio per la preghiera e mettervi in docile ascolto dello Spirito Santo, vi sarà sempre più chiaro come concretamente procedere in quest’opera così importante che è l’evangelizzazione e l’educazione vostra e dei vostri amici.

    Ma qui vorrei, con molta semplicità, darvi qualche indicazione che affido alla vostra riflessione e al vostro cuore generoso.

Innanzitutto vi invito a promuovere un atteggiamento di fondo: la volontà di camminare insieme verso un traguardo condiviso, con un intenso spirito di comunione, con convinta volontà di sinergia, con matura capacità di progettare insieme. Abbiamo ricevuto il grande dono della Spiritualità Giovanile Salesiana, che costituisce la fonte della nostra comunione e il dinamismo della nostra missione e che dobbiamo approfondire e condividere sempre di più.

La nostra missione comune, il nostro traguardo condiviso, è il pianeta giovani. Per questo, carissimi, occorre essere dentro la realtà giovanile. Gesù vi invia insieme a tutto il Movimento Salesiano al mondo dei giovani d’oggi, con le sue ombre e le sue luci, con le sue angosce e le sue speranze, con i suoi slanci di gioia ma anche con le sue sofferenze, con la sua vita prorompente, ma anche con i suoi deserti dove nasce solo l’erba amara della solitudine. Penso al mondo della scuola, dell’Università, del lavoro; penso ai luoghi del tempo libero e del divertimento; penso, in particolare, alle zone disperate del disagio giovanile. Si tratta di essere attivamente presenti in tutti questi ambienti promuovendo una maggiore qualità di vita, una più intensa e profonda comunicazione e condivisione interpersonale per superare tanto individualismo e tanta solitudine in cui vivono molti giovani, testimoniando i valori positivi che danno senso e gusto alla vita e, soprattutto, facendo presente tra i giovani la persona di Gesù Cristo, fonte di piena umanità, di vita e di gioia.

Ecco un altro suggerimento: fare presente la voce dei giovani, in particolare di tanti giovani che non hanno voce e che nessuno ascolta; far conoscere i loro bisogni e le loro attese, difendere i loro diritti ed accompagnarli nelle loro rivendicazioni. Innanzitutto far presente questa voce dei giovani tra i vostri stessi compagni, che sovente non conoscono certe situazioni di emarginazione e di disagio; farla presente ai gruppi della Famiglia Salesiana. Come Domenico Savio che condusse Don Bosco presso il malato di peste che era rimasto isolato, così anche voi dovete prendere per mano la Famiglia Salesiana perché si prenda cura dei malati del nostro tempo. Se non andrete voi in questa realtà, tra i vostri coetanei, forse nessuno andrà al posto vostro.

Ma anche insieme, come Movimento, dovete essere la voce dei giovani davanti alla società e alla stessa Chiesa: promuovete con creatività iniziative che favoriscano la conoscenza dei loro problemi, delle loro situazioni di disagio, delle loro attese e speranze. Occorre far conoscere anche tante buone notizie di ciò che si fa nel mondo giovanile, tante iniziative positive che sovente non trovano spazio nei mezzi di comunicazione; facilitare in questo modo una visione positiva del mondo dei giovani tra gli adulti, contagiandoli con il vostro entusiasmo e dinamismo.

Siamo chiamati ad andare insieme nel cuore della vita, accettando le sfide della complessità culturale e sociale. La famiglia, la scuola, la comunicazione sociale, la cultura, la politica, richiedono nuove forme di solidarietà. La risposta si manifesta nella cittadinanza attiva per il bene comune che, per la Famiglia Salesiana, significa promuovere un impegno condiviso attorno alle grandi sfide della vita, della povertà nelle diverse sue espressioni, dell’evangelizzazione, della pace, dei diritti umani. Per voi, giovani, il volontariato civile, sociale e missionario, costituisce una possibile vocazione significativa e di grande impegno che come Movimento dovete promuovere.

Un altro campo da condividere come Movimento è l’impegno missionario. In questi ultimi anni nelle spedizioni missionarie sono sempre presenti alcuni giovani che offrono alcuni anni della loro vita per l’estensione del Vangelo; ma anche nei vostri paesi potete costituire reti di collaborazione e di appoggio che sostengano l’impegno missionario della Famiglia Salesiana e della Chiesa.

Siate pronti, disponibili a fare scelte di servizio esigenti, generosi fino all’accoglienza del dono di Dio che chiama con una vocazione di speciale consacrazione.

Irrobustite il vostro stesso Movimento Giovanile Salesiano promuovendo l’incontro e la conoscenza tra i diversi gruppi esistenti in una stessa opera salesiana o in uno stesso territorio, favorendo la condivisione di iniziative e sussidi, la collaborazione in progetti condivisi al servizio delle grandi cause della vita e della solidarietà. Aprite il MGS agli altri Movimenti della Chiesa locale, collaborate con istituzioni e organismi della società civile, soprattutto quelli che lavorano tra i giovani e nel settore del disagio giovanile. Date visibilità ecclesiale e sociale alla presenza salesiana, come Movimento, partecipando a progetti condivisi, offrendo le vostre risorse e possibilità per appoggiare iniziative a favore dei giovani, favorire collaborazioni molteplici, agili, convergenti, rinnovabili…

Ed ecco un’ultima indicazione che mi sembra importante suggerirvi. Il Movimento Salesiano è nato dal cuore apostolico di Don Bosco, infiammato dalla carità per la salvezza dei giovani. Per questo costruiremo Movimento Salesiano se saremo presenti nella realtà giovanile con il cuore ancorato a Cristo. Siamo chiamati a modellare il nostro cuore, povero e talora anche peccatore, su quello di Gesù, nel quale Dio si è manifestato al mondo come Colui che dà la vita, perché l’uomo sia felice e abbia la vita in abbondanza (cfr. Gv 10,10). Occorre una fede sempre più robusta, che si alimenta della Parola di Dio e dell’Eucaristia, che si immerge spesso nell’oceano della misericordia di Dio e che scopre sempre più com’è bello e importante lasciarsi aiutare da una guida spirituale.

Seguendo cammini di approfondimento spirituale e di formazione pastorale potremo adempiere la nostra missione comune, che è l’educazione cristiana e l’orientamento del giovane nella vita.

Ecco l’interpellanza rivolta dal Papa ai giovani nella scorsa Giornata Mondiale di Sidney; diceva: «Cari giovani, permettetemi di farvi ora una domanda. Che cosa lascerete voi alla prossima generazione? State voi costruendo le vostre esistenze su fondamenta solide, state costruendo qualcosa che durerà? State vivendo le vostre vite in modo da fare spazio allo Spirito in mezzo ad un mondo che vuole dimenticare Dio, o addirittura rigettarlo in nome di un falso concetto di libertà? Come state usando i doni che vi sono stati dati, la forza che lo Spirito Santo è anche ora pronto a effondere su di voi? Che eredità lascerete ai giovani che verranno? Quale differenza voi farete?» (Omelia dell’Eucaristia finale nell’Ippodromo di Randwick il 20 luglio 2008).

Mettiamoci in cammino con speranza: «Avrete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni fino agli estremi confini della terra» (At 1,8). Carissimi giovani, queste parole di Gesù sono per ciascuno di voi. Non lo dimenticate mai! Gesù Risorto apre ad ognuno di voi questi grandi orizzonti, addita anche a voi i confini della terra. Confini che cominciano qui ed ora, nei vostri paesi, nelle vostre città dove la Provvidenza vi ha collocati. Formiamo parte di una grande Famiglia nata dal cuore di Don Bosco e cresciuta con il dono di Maria Mazzarello e di tutti i Santi e Sante che l’hanno vivificata, in modo speciale i santi giovani, Domenico Savio, Laura Vicuña, Zeffirino Namuncurá, i cinque giovani martiri dell’Oratorio di Poznań, e tanti altri. Il Signore oggi chiama noi a continuare questa bella avventura per il bene e la salvezza dei giovani.

Maria, che è stata la Madre e la Maestra di Don Bosco, non può lasciarci soli in questo cammino. Ella è anche per noi Madre e Maestra, che ci apre a Cristo e ai giovani, perché possiamo costruire al servizio dei giovani più poveri un Movimento di salvezza e di vita piena.

 

Nella solennità di San Giovanni Bosco

Don Pascual Chávez Villanueva

Torino – 31 gennaio 2009

 


Strenna 2009

Impegniamoci a fare della Famiglia Salesiana un vasto movimento di persone per la salvezza dei giovani


"Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami"
(Mt 13, 31-32)


150º anniversario di fondazione della Congregazione Salesiana.

La Famiglia Salesiana ieri ed oggi: il seme è diventato un albero e l’albero un bosco


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Il Musical su Don Bosco in Sicilia

 


 

Dal 15 al 18 Febbraio nella nostra regione ci sarà il nuovissimo Musical su Don Bosco che sta avendo grande successo in tutti i teatri d'Italia. 

Con Marcello Cirillo, Regia Piero Castellacci.






Confronto Giovani MGS

"CittadinanzAttiva"

9-11 Gennaio 2009 Zafferana Etnea (CT).

Dopo un anno di sosta l'MGS Sicilia ripropone il Confronto per tutti i Giovani dai 18 anni in sù.

Per info visitate il sito www.mgssicilia.it


MGS Sicilia: il sito.

Il nuovo sito del Movimento Giovanile Salesiano di Sicilia è finalmente on line...
All'interno gli appuntamenti, la storia, rubriche e notizie interessanti...

Visitatelo!!!


DON BOSCO: il Musical

Il 18 ottobre 2008 ha debuttato a Roma il nuovo lavoro del regista Piero Castellacci sulla vita di Don Bosco.

Il Musical vuole prendere spunto da alcuni momenti particolarmente suggestivi della vita del Santo, narrando con semplicità una storia straordinaria e unica.

Info: http://www.donboscoilmusical.it/




Giornata Mondiale della Gioventù

Questo tempo, che ci trova impegnati nella conclusione dell’anno, è anche un tempo per la pianificazione delle proposte estive. L’estate del 2008 è caratterizzata da un grande evento ecclesiale, la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù.

Sappiamo che la partecipazione alle GMG è sempre stata un evento portante della PG delle nostre ispettorie, ma la distanza, il costo e il periodo (durante le attività oratoriane dei Grest) limitano moltissimo la partecipazione dei nostri adolescenti e giovani all’esperienza di Sidney.

Pertanto invitiamo tutte le comunità ad inserire anche nel calendario estivo questa esperienza che l’ambito di pastorale (FMA ed SDB) con la consulta regionale del Movimento Giovanile Salesiano ha pensato, per far vivere a tutti i nostri adolescenti e giovani una forte esperienza ecclesiale e gli stessi eventi che caratterizzano la GMG. Tale esperienza  prepara anche alla proposta dell’anno prossimo (III anno dell’Agorà dei giovani).

SCARICA IL PROGRAMMA:



Prega Maria Ausiliatrice per la Cina

Carissimi Pastori e fedeli tutti, il giorno 24 maggio è dedicato alla memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani, la quale è venerata con tanta devozione nel santuario mariano di Sheshan a Shanghai [...].

Desidero che quella data sia per voi una giornata di preghiera per la Chiesa in Cina. Vi esorto a celebrarla rinnovando la vostra comunione di fede in Gesù Nostro Signore e di fedeltà al Papa, pregando affinché l'unità tra di voi sia sempre più profonda e visibile. [...]

Nella medesima Giornata i cattolici nel mondo intero — in particolare quelli che sono di origine cinese — mostreranno la loro fraterna solidarietà e sollecitudine per voi, chiedendo al Signore della storia il dono della perseveranza nella testimonianza. [...]”. 

 PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE 
Vergine santa, Ausiliatrice,
Madre di Cristo, Patrona e Avvocata della Cina,
intercedi per la Chiesa, per il Popolo e la Gioventù Cinese
alla tua cura materna affidati.
Infondi in tutti
il desiderio di conoscere il disegno di amore del Padre,
il coraggio di accogliere il Vangelo di Cristo,
la volontà  di crescere nello Spirito Santo.
Allontana dai tuoi figli ogni tipo di male.
Difendili dai pericoli del materialismo
e dell’indifferenza religiosa.
Suscita tra di essi vocazioni sante, 
fedeli al servizio del Regno di Dio.
Anche a noi, che attendiamo con fiducia
i miracoli previsti dal nostro padre Don Bosco,
dona la stessa sua fede,
la sua passione  e la sua sete per le anime;
rendici fedeli al nostro carisma
e all’opzione  in favore della gioventù  povera e abbandonata.
Dacci il coraggio di sognare,
audacia nell’intraprendere,
saggezza nell’agire con amore,
perseveranza nel donarci totalmente alla missione,
e una purezza di vita che rispecchi la tua.
Tu, che a Cana affrettasti il tempo del tuo Figlio,
esercita con premura la tua materna intercessione
ed affretta per il tuo popolo l’aprirsi di nuovi orizzonti
di libertà, di pace e d’ascolto del tuo Figlio.

Concludo assicurandovi un ricordo speciale nella Solennità di Maria Ausiliatrice, nella sua Basilica, a Valdocco. Lei continui ad esserci madre e maestra, come lo fu per Don Bosco.

Roma, 11 maggio 2008

Don Pascual Chávez Villanueva
Rettor Maggiore


Tu sei prezioso ai miei occhi

Confermato Don P. Chavez Rettor Maggiore dei Salesiani

(ANS – Roma) – Questa mattina, 24 amrzo, i membri del Capitolo Generale 26 hanno confermato, al primo scrutinio, Don Pascual Chávez Villanueva come Rettor Maggiore dei Salesiani per il sessennio 2008-2014.

Nel suo primo sessennio Don Chávez ha sentito forte il bisogno di portare il carisma salesiano a livelli spirituali sempre più autentici e l’impegno salesiano sulle frontiere più bisognose della attuale società e cultura. Molto apprezzate le sue Lettere Circolari nelle quali, alternate a quelle di presentazione delle regioni in cui è suddivisa la Congregazione, ha offerto percorsi di riflessione e di approfondimento sui temi della santità, Parola di Dio e Vita Religiosa.


Documenti correlati

RMG – Don Bregolin confermato Vicario del Rettor Maggiore RMG – CG26: Accolgo di nuovo l’espressione della volontà di Dio .


Centenario Madre Morano

Le celebrazioni conclusive del centenario di Madre Morano, alle quali prenderà parte anche Madre Antonia Colombo,  sono previste nei giorni dal 26 al 30 marzo prossimi. Per il 26 è prevista l’inaugurazione della Mostra Fotografica e una tavola rotonda dal tema “Dall’eredità di Maddalena Morano alle nuove sfide educative in Sicilia”con interventi di suor Grazia Lo Parco, Le sfide e le opere educative di Maddalena Morano in Sicilia, Santo di Nuovo, Le emergenze educative oggi in Sicilia, suor Giuseppina Barbanti, Orientamenti e scelte socio-educative oggi. La tavola rotonda sarà arricchita da testimonianze dal mondo dell’immigrazione e del volontariato e sull’emergenza donna e sarà trasmessa in diretta dalla web radio dell’ispettoria siciliana Madre Morano (ISI)  Radio for you (www.radioforyou.pcn.net). Il 29 marzo è prevista una veglia di preghiera presso il Santuario Maria SS.ma dell’Aiuto di Catania, il 30 invece ci sarà la festa della Famiglia salesiana della Sicilia, con il Trasferimento della reliquia della Beata Maddalena Morano dal Santuario Maria SS. dell’Aiuto alla Cattedrale e la solenne celebrazione eucaristica Presiededuta da  S. E. Mons. Salvatore Gristina,  Arcivescovo della Diocesi di Catania più lo scoprimento di una targa ricordo nel cortile Madre Morano presso la Casa Ispettoriale fma.

CIAO CHIARA!

ROMA - Chiara Lubich, la fondatrice del Moviemnto dei Focolari, ha concluso a 88 anni il suo viaggio terreno il 14 marzo 2008.



C’era una volta una donna. Cattolica. Laica.

C’era una volta una donna che amò Cristo al punto da dedicargli l’intera esistenza.

C’era una volta una donna che riuscì a vedere Lui in chiunque gli stesse davanti.

C’era una volta una donna che credeva nell’unità vera e nella forza mistica del dolore.

C’era una volta una donna che scelse di non avere figli, ma generò un popolo.

C’era una volta una donna, cattolica, laica, che seppe abbracciare monache e monaci buddisti e comunità musulmane e comunità ebraiche.

C’era una volta una donna che ebbe un sogno e riuscì a realizzarlo.

Quel sogno vive. E lei vive in lui.

Ciao, Chiara.


Il sogno dei nove anni (dalla Strenna 2008)

AUGURI DON CHAVEZ!

(ANS – Roma) – Il mondo salesiano si stringe attorno a Don Pascual Chávez, Rettor Maggiore dei Salesiani, nel giorno del suo 60esimo compleanno.

“Innalzo la mia lode al Signore per i tre grandi doni con cui mi ha arricchito: la Vita, la Fede, la Vocazione Salesiana. – ha dichiarato Don Chávez - Da parte mia non ho altro desiderio se non quello di rispondere alla bontà del Signore consegnandomi totalmente a Lui nel servizio a coloro che mi ha affidato: la Congregazione, la Famiglia Salesiana e i Giovani”.

L’avvenimento sarà celebrato con semplicità presso la Generalizia in via della Pisana dove alle 12.00 Don Chávez presiederà l’Eucaristia. Saranno presenti, oltre i confratelli della comunità, anche Madre Antonia Colombo, Superiora delle FMA, e i confratelli della comunità salesiana del Vaticano e delle Ispettorie vicine.


«Questa è la volontà di Dio,
la vostra santificazione».
OMELIA DEL RETTOR MAGGIORE A LORETO PER I GIOVANI DEL MGS ITALIA

Carissimi giovani,
ci siamo recati alla Casa di Maria, la Casa della Madre di Gesù e madre nostra, dove tutto traspira un profondo senso del mistero di quanto qui è accaduto: l’Incarnazione del Figlio di Dio. Lo facciamo con un atteggiamento di gratitudine a Dio perchè ha voluto condividere fino in fondo la nostra natura e condizione umana in Gesù, perché ha fatto della sua carne umana sacramento di rivelazione dell’Amore di Dio nel suo corpo spezzato per noi e nel suo sangue versato per i nostri peccati e per la redenzione del Mondo. Gratitudine a Maria perché ha ascoltato a Dio e ha accolto con la mente, con il cuore e con il suo grembo la Parola di Dio, e perché ci ha accettati come figli suoi.
Qui, a casa sua, nella sua scuola, vogliamo appunto imparare a vivere nell’ascolto di Dio, saldamente incentrati su di Lui per una piena conformazione al Suo Figlio, facendo nostri il suo programma di santità e felicità nelle beatitudini e anche il suo cammino della croce per raggiungere la pienezza di vita.
La parola di Dio che abbiamo appena sentita ci parla della nostra vocazione alla santità e della forma di raggiungerla, vale a dire, la carità attenta, vigile ed operativa. E’ la Parola con cui Dio ci parla, oggi e qui, e non poteva essere più attuale.
Infatti, nella prima lettura, presa della 1ª Lettera ai Tessalonicesi, dopo aver ricordato il passato, ringraziando Dio per tutto quanto ha voluto operare nella comunità, ora Paolo guarda al futuro, ricorrendo soprattutto al linguaggio dell’esortazione.
La ‘santificazione’ di cui si parla in que­sto brano è precisamente il processo che ha come risultato finale la  ‘santificazione’ vera e propria. Ci troviamo cioè nella definizione di un’attività ancora in pieno svolgimento, in cui concor­rono da un lato l’impegno e la libera adesione del cre­dente e, dall’altro, l’opera dello Spirito Santo che inter­viene come plasmando la creatura a immagine di Dio. Tutto ciò avviene nel «corpo» dell’uomo, è iscritto nella sua carne, parla il linguaggio che gli appartiene sin dal­la creazione.
Il santo, dunque, non è uno che vive fuori dalla realtà terrena, in una dimensione immateriale. Piuttosto egli prende su di sé, giorno per giorno, la volontà di Dio, fa­cendo aderire ad essa tutta la propria vita. Il tema della ‘fornicazione’riguarda tutto ciò che ha a che fare con le pas­sioni carnali in campo sessuale; si tratta perciò di qual­cosa di molto concreto su cui il cristiano è chiamato a fare una scelta che va controcorrente, secondo la menta­lità del tempo, e a custodire il corpo come un dono rice­vuto da Dio, preparandolo sin d’ora a ricevere in pienez­za lo Spirito Santo nella vita eterna.
Anche la parabola raccontata da Gesù nel Vangelo di Matteo si svolge attorno al tema della vigilanza, com’è confermato dal richiamo finale: «Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora». Essa, tuttavia, nel suo procedimento narrativo, contiene delle particolarità che la rendono unica.
Anzitutto lo scenario nuziale: la festa per eccellenza, nell’Oriente antico, è quella che si celebra in occasione delle nozze, quando ogni cosa deve concorrere a comuni­care il linguaggio della gioia e della vita. Il banchetto, le luci, gli abiti, la musica, le danze e, non ultimo, il corteo nuziale che accompagna lo sposo lungo la strada: tutto è a servizio degli sposi, per il loro onore. Sappiamo dal vangelo che la mancanza di vino (cfr. l’episodio delle nozze di Cana: Gv 2,1ss.) poteva rappresentare un gra­ve motivo di vergogna e di biasimo per la famiglia appe­na costituita, come a dire che essa non era in grado di occupare il posto assegnatole nella comunità.
Normalmente, poteva accadere che lo sposo tardasse anche di molto. Per come vanno le cose in queste occa­sioni in Oriente non è possibile prevedere con certezza un tempo per la venuta, perciò era giustificabile l’asso­pirsi dopo ore e ore di attesa sulla strada, ma il fuoco delle lampade doveva essere tenuto acceso per andare incontro allo sposo in qualunque momento la sua pre­senza fosse segnalata. Soltanto le fanciulle previdenti saranno pronte al momento opportuno, mentre le altre, vedendo languire la luce delle loro lampade, non po­tranno far altro che andare alla ricerca di nuovo olio, in un ultimo disperato tentativo... ma inutilmente!
Giunge lo sposo, si forma il corteo, entra al banchetto, la porta si chiude. Il pianto delle uniche escluse ottiene come risposta un «Non vi conosco», espressione che sottolinea la distanza, l’interruzione dei rapporti, la non comunione tra esse e lo sposo. Il messaggio è chiaro, a niente serve nemmeno la verginità come segno di donazione totale se non esiste l’amore.
Quello che viene messo in gioco in una cerimonia nu­ziale è in qualche modo l’equilibrio di una intera società, la società tradizionale, con la sua divisione e il ri­spetto di ruoli assegnati da sempre. Ecco perché le fan­ciulle del corteo nuziale che ebbero dimenticato l’olio di scorta per le lanterne sono dette «stolte»: hanno dimen­ticato la posta in gioco, hanno disprezzato il senso della attesa e dello stare insieme!
Anche per il cristiano è forte il rischio di perdere di vista la meta, lo scopo del cammino: la ricerca affannosa del successo, le cose da possedere, passioni da soddisfa­re, tutto ciò che attrae la «nostra carne» ci distrae e ci induce in un sonno profondo dell’anima. Abbiamo di­menticato che la vita è attesa, che dobbiamo vegliare sulle nostre lampade, perché la posta in gioco è la nostra santificazione, la sal­vezza definitiva. Dimenticarlo significa disprezzare Dio stesso (cfr. 1 Ts 4,8).
Con lo spirito siamo chiamati a individuare la meta: Gesù. Con la mente siamo chiamati a prevedere il necessario per l’atte­sa, ovvero l’olio ardente dell’amore. Con il corpo siamo chiamati ad attua­re nel presente la vigilanza, nella rinuncia a gesti, paro­le, immagini che ci fanno dimenticare chi siamo, dove stiamo andando. La santità è vivere il momento presen­te come se fosse l’ultimo, l’attimo in cui lo sposo arri­verà. E’ andargli incontro, in una corsa che dura tutta la vita.
Ecco la santità cui siamo chiamati! Ecco la missione affidata ai giovani da Giovanni Paolo II d’essere i santi del nuovo millennio! Ecco quanto siamo chiamati a dare come contributo il più prezioso a questa Italia e a questa Europa.
Preghiamo Maria, ci ottenga la grazia di saper essere pronti per il Signore, come fanciul­le che aspettano di partecipare alla festa della loro vita. Nessuno di noi vuole mancare all’appuntamento.
Maria, madre e maestra nostra, insegnaci ad essere vigilanti, all’ascolto dello Sposo che viene, a sperare e ad attenderlo, con le lampade accese e i vasi pieni di olio.
Don Pascual Chávez Villanueva, SDB
Loreto – Agorà del MGS Italia 2007

Don Chavez, Rettor Maggiore dei Salesiani, a colloquio con i giovani all'Agorà del MGS Italia

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